Sylvia Plath

26 Maggio 2026

La sua vita così breve suscita un particolare interesse non solo perché è una importante poetessa, ma anche per capire meglio e analizzare il suo tragico vissuto. Nacque a Boston nel 1932 da madre di origine austriaca e padre emigrato tedesco, professore di entomologia a Harvard.

La perdita del padre quando aveva otto anni le procurerà un trauma profondo, come si evince dalla celebre poesia «Daddy», dai toni spietati e violenti dettati probabilmente dal grande dolore dell’assenza. La sua poesia,spesso dolorosa, è espressa in un linguaggio scabro, tagliente, denso di metafore. Fatta eccezione per The Colossus (1962), l’opera poetica della Plath è apparsa postuma. La più importante raccolta di poesie, Ariel, è del 1965. L’unico romanzo, La campana di vetro (The Bell Jar, 1963), è autobiografico. Il volume Diari, ricco di emozioni, Sylvia lo aveva cominciato nel 1950, anno in cui si era iscritta a lettere allo Smith College e aveva tentato per la prima volta il suicidio. In clinica le avevano diagnosticato quel disturbo depressivo/bipolare che l’avrebbe accompagnata per tutta la vita. Cinque anni dopo si laureò e si trasferì all’Università di Cambridge, in Inghilterra, dove avrebbe conosciuto il famoso poeta Ted Hughes che sarebbe diventato suo marito e il padre dei suoi due figli. Il matrimonio durò pochi anni e poco dopo la separazione, avvenuta nel 1963 a Londra, Sylvia si uccise.

Il volume Diari raccoglie parte dei diari che la Plath scrisse tra il 1950 e il 1962 e che furono pubblicati per la prima volta nel 1982.

Nella Prefazione, Ted Hughes scrive: «…. Qui i diari si rivelano diversi da tutti gli altri
suoi scritti, perché è nei diari che lei annota, soltanto per se stessa, la lotta quotidiana con i suoi io conflittuali. Questa è la sua autobiografia, tutt’altro che completa, ma articolata e minuziosa, nella quale si è sforzata di osservarsi onestamente. … la Sylvia Plath che
possiamo indovinare in queste pagine è quanto di più vicino a ciò che lei era davvero. …

S. Plath, da Diari: «La scrittura è un rito religioso, è un ordine… una creazione che non svanisce come una giornata alla macchina da scrivere o in cattedra.  La scrittura resta: va sola per il mondo. Tutti la leggono, vi reagiscono come si reagisce a una… filosofia, a una religione, a un fiore…».

«Tulipani»

I tulipani sono troppo eccitabili, qui è inverno.

Guarda com’è tutto bianco, tutto quieto e innevato.

Sto imparando la pace, da me quietamente posando

come posa la luce su questi muri bianchi, questo
                                  [letto, queste mani.

                    ***

Io non sono nessuno; non c’entro con le
                                    [esplosioni.

Ho dato il mio nome e i miei vestiti alle infermiere

e all’anestesista la mia storia e ai chirurghi il mio

                                         [corpo. (…)

                    ***


I tulipani sono troppo rossi, mi fanno male. (…)

E sono infidi: sembrano galleggiare, benché mi tirano

                                                    [giù

sconvolgendomi con le loro lingue imprevedute e il   

                                               [colore,

dozzina di rossi piombi intorno al mio collo…

                    «Daddy»    

Non servi, non servi più,

o nera scarpa, tu

in cui trent’anni ho vissuto

come un piede, grama e bianca,

trattenendo fiato e starnuto. (…)

Con un morso il cuore mi fende.

Avevo dieci anni che seppellirono te.

A venti cercai di morire

e tornare, tornare a te.

Anche le ossa mi potevano servire.

Nel tuo cuore c’è un palo conficcato.

Ma i paesani ti hanno amato.

Ballano e pestano su te.

Che eri tu l’hanno sempre capito.

Papà, carogna, ho finito.


Le traduzioni delle poesie sono di Giovanni Giudici. Fonti:   

  Sylvia Plath, Diari, Milano, Adelphi, 1982      

  L’altro sguardoantologia delle poetesse del Novecento, a cura di Guido Davico Boninoe Paola Mastrocola, Milano, Mondadori, 2001

altri Articoli

10 AGOSTO

10 AGOSTO

Con il solstizio d’estate le giornate si allungano e arriva finalmente quel prezioso tempo libero che tanto...

leggi tutto