Roal Dahl

19 Aprile 2026

Roal Dahl (1916-1990), scrittore, sceneggiatore e asso dell’aviazione britannico nella seconda guerra mondiale, è conosciuto soprattutto per i suoi romanzi per ragazzi, resi celeberrimi da varie trasposizioni cinematografiche. Nato nel Galles da genitori norvegesi, ebbe una vita avventurosa e solo nel 1942 iniziò la sua carriera di scrittore con il racconto per bambini «La fabbrica di cioccolato». Ma Dahl non ha scritto solo per i ragazzi. Della sua produzione letteraria ricordiamo le due belle raccolte di racconti Storie impreviste e Storie ancora più impreviste.

Il racconto che qui proponiamo in sintesi è tratto dalla prima raccolta ed è intitolato «Cosciotto d’agnello». Il linguaggio creativo e originale è spesso intriso di pungente ironia, quando non di humour nero. Lo stile lineare e veloce tiene alta l’attenzione del lettore.

La stanza era calda e pulita, le tende erano tirate, le due lampade da tavolo accese … 

Mary Maloney aspettava che il marito tornasse a casa dal lavoro … 

Aveva, come dire, un’aria sorridente e calma …  La pelle – era infatti al sesto mese di gravidanza – aveva acquistato una meravigliosa trasparenza …

Quando la pendola segnò le cinque meno dieci Mary tese l’orecchio e, pochi minuti dopo… sentì il fruscio delle ruote sulla ghiaia… lo sbattere dello sportello… e la chiave che girava nella serratura. Mise da parte il lavoro, s’alzò e gli andò incontro per baciarlo.

«Ciao, caro.»
«Ciao.» …

Per lei quello era il momento più bello della giornata …
«Stanco, caro?»

«Sì. Sono stanco.» …

«Trovo vergognoso», disse, «che un poliziotto col tuo stato di servizio continuino a farlo girare a piedi tutto il santo giorno.»

Lui non rispose e allora lei… riprese a cucire. …

«Tesoro, vuoi che vada a prenderti un po’ di formaggio?»

«No.» …

«In ogni modo», riprese, per ora vado a prenderti del formaggio e dei crackers.»

«Non ne voglio.» … 

«Ma tesoro, devi mangiare qualcosa!» …

«Siediti», disse lui. «Sta’ seduta un momento.»  

Fu allora che lei fu presa dalla paura. 

«Avanti, su. Siedi. Devo parlarti.»

«Di che si tratta, tesoro?» …

«Sarà un brutto colpo per te, temo» disse lui. … 

E glielo disse. Non ci mise molto, quattro o cinque minuti al massimo, con lei seduta immobile che lo guardava con stupore e raccapriccio. …

«Così stanno le cose», concluse poi. «E so benissimo che è un brutto momento per dirtelo, ma proprio non avevo scelta. Naturalmente ti darò soldi e farò in modo che non ti manchi niente…» 

La prima reazione di lei fu di non credere assolutamente a niente di tutto quello. …  Pensò addirittura che il marito non avesse parlato affatto. … 

«Vado a preparare la cena», riuscì a dire in un bisbiglio, e questa volta lui non la fermò.
Quando attraversò la stanza ebbe l’impressione di non toccare terra coi piedi. …  Scese le scale della cantina… avvertì il freddo del freezer quando vi cacciò dentro il braccio per prendere la prima cosa che le capitò sotto mano. …

Un cosciotto d’agnello. …

Lo portò di sopra… vide il marito in piedi davanti alla finestra. Le dava le spalle e lei si fermò.

«Per l’amordiddio» disse lui… «Non prepararmi la cena. Vado fuori.»

A quel punto Mary Maloney… senza la minima esitazione brandì alto nell’aria il cosciotto d’agnello e glielo calò con tutta la forza che aveva sulla testa.

Fu come se l’avesse colpito con una spranga di ferro. …
Benissimo, si disse, così l’ho ucciso. … 

Portò l’agnello in cucina, lo mise in una teglia, accese il forno al massimo e ve lo cacciò dentro. Poi si lavò le mani e … si ritoccò le labbra. …

Andò alla porta sul retro, e… fu fuori in strada. …

L’ emporio alimentare aveva ancora le luci accese.

«Salve Sam», disse in tono vivace, sorridendo all’uomo dietro al banco. …

«Vorrei delle patate, Sam. Sì, e magari anche una scatola di piselli.»  …
«Vuole della carne, Mrs Maloney?»

«No, grazie, la carne ce l’ho. Ho un bel cosciotto d’agnello nel freezer.» …

E quando tutto fu incartato e lei ebbe pagato, sfoggiò il suo miglior sorriso e disse: «Grazie Sam buona sera». …

A questo punto, si disse mentre rientrava a passo svelto, non doveva fare altro che tornare a casa dal marito che aspettava la cena. …

Così va bene, si disse. Comportati in maniera
del tutto naturale. …

Fu facilissimo. Non fu necessario recitare.

Pochi istanti dopo s’alzò e andò al telefono. Conosceva a memoria il numero della stazione di polizia e quando rispose una voce d’uomo gridò: «Presto! Venite presto! Patrick è morto!» …

«Veniamo subito» disse la voce.

La macchina arrivò subito dopo e quando lei aprì la porta… entrarono due poliziotti. Li conosceva entrambi e si precipitò immediatamente tra le braccia di Jack Noonan piangendo, in una crisi isterica. …

In poche parole, raccontò la storia della spesa all’emporio alimentare e di come, tornata a casa, l’avesse trovato a terra. Mentre parlava, piangeva e parlava. …

Presto cominciarono ad arrivare altri uomini. Prima un medico, poi due poliziotti in borghese. … Raccontò che aveva messo l’agnello nel forno – «è ancora lì che
sta cuocendo» – e poi era corsa a comprare patate e piselli e, quando era tornata a casa, l’aveva trovato steso a terra. …

E così la lasciarono lì mentre loro si davano da fare a perquisire la casa. … Jack Noonan le rivolgeva la parola con dolcezza. Suo marito, le disse, era stato ucciso con un colpo alla nuca… con un’arma non tagliente, quasi certamente di metallo. Loro stavano appunto cercando l’arma.

La perquisizione continuò. …

Nel frattempo i quattro che perquisivano la casa cominciavano ad apparire stanchi, un tantino scoraggiati. …

Il sergente Noonan a un certo punto andò in cucina e ne tornò di corsa dicendo: «Senta, Mrs Maloney, sa che il forno è ancora acceso, con dentro la carne?»

   «Oh, povera me!» esclamò lei.

   «Glielo spengo io, se vuole.»  

Lei lo guardò con quei suoi occhi grandi scuri e pieni di lacrime. «Jack… mi fareste un piccolo piacere… lei e suoi colleghi?» … 

«Vi trovate tutti qui… per di più siete buoni amici di Patrick. … Dovrete essere molto affamati. … Perché non mangiate quell’agnello? … A quest’ora
sarà cotto a puntino.»

Ci fu un po’ di esitazione da parte dei quattro poliziotti, erano chiaramente affamati e alla fine si lasciarono convincere ad andare in cucina.  …

Mrs Maloney attraverso la porta aperta li sentiva parlare tra di loro.

«Ne prendi altro, Charlie?»
«Dev’essere stata una grossa spranga quella che il tipo ha usato.»

«Per questo non dovrebbe essere difficile trovarla.»

«Io… sono convinto che si trova ancora qui in casa.»

«Magari l’abbiamo proprio sotto il naso. Tu che dici Jack?» 

Nell’altra stanza, a Mary Maloney scappò da ridere.

Fonte: Roald Dahl, Storie impreviste, trad. it. di Attilio Veraldi, Milano, TEA, 2013.

altri Articoli