Ravenna candida Foce Bevano a Area Marina Protetta

3 Agosto 2026

4.685 ettari tra mare, dune e pinete: un progetto per tutelare uno dei tratti di costa più naturali dell’Adriatico

Ravenna punta a rafforzare la tutela di uno dei suoi patrimoni naturalistici più preziosi. Il Comune di Ravenna e l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po hanno avviato il percorso per la possibile istituzione dell’Area Marina Protetta di Foce Bevano, coinvolgendo Regione Emilia-Romagna e Capitaneria di Porto.

Se il progetto andrà a compimento, sarebbe la prima Area Marina Protetta italiana caratterizzata prevalentemente da fondali limosi o sabbiosi e da una costa sabbiosa adiacente.

L’area interessata si estenderebbe tra Lido di Dante e Lido di Classe, comprendendo circa 4.685 ettari, di cui 575 a terra e 4.110 a mare, fino a tre miglia nautiche dalla costa.

Si tratta di un tratto di litorale particolarmente prezioso perché conserva ancora una successione naturale praticamente intatta: battigia, spiaggia, dune attive, dune consolidate e bassure retrodunali. Un paesaggio raro lungo l’Adriatico settentrionale, dove la presenza umana non ha cancellato le caratteristiche originarie della costa.

Un patrimonio di biodiversità

La Foce del Bevano, che si estende per circa 40 ettari, è circondata da dune costiere e lagune retrodunali. A nord e a sud si sviluppano circa sei chilometri di spiagge e dune attive, fino alla foce dei Fiumi Uniti.

Alle spalle del sistema dunale si trovano le pinete demaniali Ramazzotti e Savio, mentre davanti alla costa si apre un tratto di mare basso, ecologicamente connesso con gli ambienti terrestri.

L’area ospita numerosi habitat di interesse comunitario e una ricca biodiversità, con cavallucci marini, tartarughe Caretta caretta, delfini e numerose specie di uccelli, tra cui il fratino.

«La fascia costiera compresa tra Lido di Dante e Lido di Classe costituisce uno dei pochi esempi residui di costa adriatica rimasta in condizioni naturali – sottolinea il sindaco Alessandro Barattoni –. Proteggere questo patrimonio significa conservare la memoria della costa naturale e dare alle nuove generazioni un esempio di equilibrio tra antropizzazione e luoghi naturali».

Il percorso, che si preannuncia lungo e complesso, entrerà ora nella fase di approfondimento tecnico e scientifico. Comune e Parco del Delta del Po lavoreranno con istituzioni, associazioni ed enti di ricerca per predisporre la documentazione necessaria e avviare l’iter previsto dalla legge quadro sulle aree protette 394/1991 presso il Ministero dell’Ambiente.

L’obiettivo è ambizioso: estendere anche al mare il livello di protezione già presente sulla terraferma, tutelando habitat, specie e paesaggi marini e preservando uno degli ultimi lembi di costa naturale dell’Adriatico.

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