Nata a Berlino nel 1891 da padre ebreo, Nelly Sachs è una scrittrice e poetessa tedesca naturalizzata svedese. Nel 1940, all’epoca della persecuzione hitlleriana, riesce a rifugiarsi a Stoccolma grazie all’aiuto dell’amica scrittrice Selma Lagerlöf.
Lì diventa famosa come traduttrice dei poeti svedesi contemporanei. Nel 1947 pubblica un suo libro di poesie, Negli appartamenti della morte. Sempre sul tema della fuga, della persecuzione e dell’esilio sono le raccolte Eclissi stellare (1949) e E nessuno sa come andare avanti. Tra le altre raccolte ricordiamo Le sofferenze di Israele (1964). Nel 1966 la Sachs vince il premio Nobel per la letteratura. Muore a Stoccolma nel 1970.
Le principali edizioni italiane di Nelly Sachs includono poesie e carteggi. Tra le antologie poetiche spiccano il già citato Negli appartamenti della morte (Giuntina, 2024), Epitaffi scritti sull’aria (Progedit, 2013) e Poesie (Einaudi, 1971). Per l’epistolario, sono disponibili Lettere dalla notte (Giuntina, 2015) e Paul Celan/Nelly Sachs, Corrispondenza (Giuntina, 2017).
«Ma chi vi tolse la sabbia dalle scarpe»
Ma chi vi tolse la sabbia dalle scarpe,
quando doveste alzarvi per morire?
La sabbia che Israele ha riportato,
la sabbia del suo esilio?
Sabbia rovente del Sinai,
mischiata a gole di usignoli,
mischiata ad ali di farfalla,
mischiata alla polvere inquieta dei serpenti,
mischiata a grani di salomonica sapienza,
mischiata all’amaro segreto dell’assenzio. ……
«Popoli della terra»
È l’ora planetaria dei fuggiaschi.
È la fuga travolgente dei fuggiasch
nella vertigine, la morte!
… Sono i cacciati, che portano nelle tombe
i loro mortali nascondigli.
È la sabbia, atterrita,
con ghirlande di commiato.
È’ la terra che s’affaccia all’aperto,
il suo respiro mozzato
nell’umiltà dell’aria.
«Pronti sono i paesi a sollevarsi»
Pronti sono i paesi a sollevarsi
dall’atlante.
A scrollarsi il loro involucro stellare
e annodarsi sulla schiena
i fasci azzurri dei loro mari,
a mettersi, berretti sul fumo dei capelli, le montagne dalle
radici ardenti.
Pronti a portare nel bagaglio
l’ultimo peso di tristezza, questa crisalide
sulle cui ali un giorno
termineranno il viaggio.
«Il cigno»
Nulla
sulle acque
e già sospesa a un battito di ciglia
la geometria di un cigno
radicata nell’acqua
s’inerpica
e si china nuovamente
Inghiottendo polvere
e misurando con l’aria l’universo.
«Pendente dal cespo della disperazione»
Pendente dal cespo della disperazione
eppure in attesa che la leggenda dei fiori
avveri la sua profezia.
Esperto di magia
d’un tratto fuori di sé
dalla morte s’è trovato nella vita.
…. Uno straniero porta sempre
la sua patria fra le braccia
come un’orfana
per la quale forse
cerca solo una tomba.
Le poesie appartengono all’antologia di Nelly Sachs Aldilà della polvere, traduzione di Ida Porena, Torino, Einaudi, 1966.
Fonte: L’altro sguardo: antologia delle poetesse del Novecento, a cura di Guido Davico Bonino e Paola Mastrocola, Milano, Mondadori, 1980.



