Un riconoscimento che valorizza una produzione nata sulle piattaforme offshore e diventata negli anni una delle specialità legate al mare ravennate
La Cozza Selvaggia di Marina di Ravenna entra ufficialmente nel registro De.C.O. – Denominazione comunale di origine del Comune di Ravenna. La Giunta comunale ha approvato la scheda identificativa del prodotto, riconoscendone il valore e lo stretto legame con il territorio, la tradizione della pesca e l’identità gastronomica locale.
Il riconoscimento riguarda “La Selvaggia di Marina di Ravenna”, marchio detenuto dalle cooperative La Romagnola e Nuovo Conisub, da anni impegnate nella raccolta delle cozze che crescono spontaneamente sulle strutture sommerse delle piattaforme offshore.
«Con questo riconoscimento – sottolinea l’assessora all’Agricoltura e Agroalimentare Barbara Monti – valorizziamo una produzione che appartiene alla storia e all’identità di Marina di Ravenna e che racconta il rapporto profondo tra il nostro territorio, il mare e il lavoro delle comunità della pesca».
Una storia che affonda le radici negli anni Settanta, quando la presenza delle cozze sulle piattaforme metanifere rese necessario rimuoverle periodicamente per limitarne peso e volume. Quella che inizialmente era un’attività legata alla manutenzione delle strutture si è trasformata nel tempo in una vera produzione caratteristica del territorio.
Le cozze vengono raccolte generalmente tra maggio e settembre da operatori subacquei, che possono immergersi fino a circa 12 metri di profondità e staccarle manualmente dalle strutture.
Nel 2021 è nato il marchio “La Selvaggia di Marina di Ravenna”, con l’obiettivo di tutelarne qualità e provenienza. Ora l’iscrizione nel registro De.C.O. aggiunge un ulteriore riconoscimento a un prodotto che racconta, in modo decisamente originale, il rapporto tra Ravenna, il suo mare e la sua tradizione marinara.





