Mirella Falconi Mazzotti è la Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio ed è subentrata lo scorso anno a Ernesto Giuseppe Alfieri. E’ la prima donna ad assumere questo incarico. La professoressa, originaria di Bagnacavallo, è coordinatrice del corso di laurea in Medicina a Ravenna e anche alla guida della Fondazione Flaminia. La prossima settimana, da mercoledì 16 settembre a domenica 20, propone la XV edizione del festival dedicato a Dante. Il titolo: Prospettiva Dante “La notte che le cose ci nasconde” vedrà l’intervento di molti noti personaggi del mondo culturale e sarà la presidente a dare il via alla serata inaugurale. Mariella Falconi Mazzotti, nata a Bagnacavallo, professoressa ordinaria di Anatomia all’Università di Bologna, per l’Ateneo bolognese ha anche ricoperto i ruoli di presidente del corso di laurea in Controllo di Qualità dei Prodotti per la Salute, presidente del corso di laurea in Farmacia, vice presidente vicaria della Scuola di Farmacia, Biotecnologie e Scienze Motorie dell’Alma Mater, e coordinatrice dei corsi di laurea in Logopedia e in Medicina del Campus di Ravenna. Socia della Fondazione, fino al 2020 è stata componente dell’Organo di Indirizzo. È anche presidente della Fondazione Flaminia che promuove l’insediamento universitario in Romagna. Un vero personaggio che impareremo a conoscere. Per iniziare l’abbiamo contattata telefonicamente per rivolgerle alcune domande.
E’ la prima volta che viene designata una donna alla guida della Fondazione. Come ha accolto questa scelta?
Sicuramente è un riconoscimento che mi ha profondamente inorgoglita ma nello stesso tempo lo sento come un grosso impegno per ringraziare chi ha creduto in me. Mi auguro di poter onorare questa scelta anche perché è la prima identificazione di genere diverso.
Un impegno importante. Lei ha già in mente come introdurre a questa edizione che vede la presenza di personaggi molto noti e significativi?
La mia sarà un’apertura estremamente semplice anche perché non voglio portar via lo spazio a coloro che avranno ruolo di protagonisti. Quello che mi è venuto in mente dopo aver letto tutto il programma è quello di sottolineare come questo periodo così particolare, con tutti questi supporti tecnologici cui incita l’uso quotidiano non stimolano la curiosità, si è portati, forse, ad un appiattimento che io identifico un po’ come la notte che nasconde le cose. Quindi questi incontri dovrebbero essere di stimolo, di curiosità anche per le giovani generazioni. Oggi si parla molto di intelligenza artificiale, di strumenti di cui non potremmo fare a meno ma di cui non si capisce ancora pienamente le modalità con cui questi strumenti sono messi a nostra disposizione. Penso sia importante sviluppare questi aspetti.
Sono previsti, in queste cinque giornate, interventi importanti che indagano molti settori culturali e non solo. La presenza del Maestro Muti a cui sarà consegnato il Premio Dante-Ravenna, Domenica 20 settembre. sarà senza dubbio un momento di grande richiamo per il pubblico. Il direttore d’orchestra, che ha eletto Ravenna a propria casa e ha diretto le più prestigiose orchestre nei maggiori teatri del mondo, si batte da sempre per restituire all’opera italiana la sua originaria unità di musica, parola e teatro, contribuendo a custodire e trasmettere la ricchezza della nostra lingua e riconoscendone il ruolo essenziale nella costruzione dell’identità culturale del Paese.
Certamente la consegna del Premio al Maestro Muti sarà un momento molto importante, un riconoscimento a chi onora la città e la rende importante nel mondo. Il Maestro riceve continuamente premi e riconoscimenti in tutto il mondo ma credo che questo gli faccia piacere perché, in fondo, ha scelto, tra i tanti luoghi dove ha lavorato, di vivere a Ravenna e questo ha senza dubbio aggiunto un merito a lui e, per la città. un onore averlo tra i cittadini ravennati. Bisogna riconoscere che Ravenna ha importanti rappresentanti nelle arti, nella politica, quindi bisogna cogliere le occasioni per sottolineare la loro importanza, come nel caso del Maestro Riccardo Muti che da sempre sottolinea l’importanza dei compositori di opere italiane che ha eseguito in moltissimi paesi, nel mondo. Ha contribuito a custodire e trasmettere la ricchezza della nostra lingua, riconoscendone il ruolo essenziale nella costruzione dell’identità culturale del Paese”.
Non a caso questo riconoscimento segue quello ricevuto nel 2025 dall’Accademia della Crusca come “Benemerito della lingua italiana”. Senza dimenticare, infine, che il Maestro, con la sua attività, contribuisce ad investire sui giovani talenti e sulle nuove generazioni.
Anna De Lutiis




