All’avvocato le persone, giuridiche o fisiche, si rivolgono per vari motivi.
Talvolta capita che uno pensa di avere ragione da vendere e magari ce l’ha, ma finisce col ritrovarsi …con un pugno di mosche in mano!
E’ il caso di Alba e Romeo. Due fratelli proprietari di dieci ettari di terreno coltivato a grano nella terra di Romagna. Siamo a giugno, fra meno di un mese si dovrà procedere con la mietitura; conseguentemente si procederà con la vendita del raccolto e finalmente si potranno incassare i frutti del lavoro di tutto un anno.
Un pomeriggio tira un vento fuori dall’ordinario: un vento caldo, con raffiche fortissime. Ad un certo punto si sente un odore strano che penetra i muri della casa. Romeo guarda fuori dalla finestra e vede un muro di fumo intenso che avanza. C’è un incendio e sta bruciando tutto il grano. Il fuoco avanza velocissimo verso l’abitazione. Alba e Romeo pensano ad allontanarsi da casa e mettersi in salvo. Intanto in lontananza si vedono due vicini di casa che inseguono una persona. Oramai le fiamme si sono mangiate, spinte dal vento, tutti campi e sono giunti all’ingresso del cortile.
Finalmente arrivano anche i Vigili del Fuoco. Ci vogliono oltre cinque ore perché si spenga tutto.
Fortunatamente non sono state colpite persone e case. Rimane solo una enorme distesa di terra nera e grigia. Del grano più nessuna traccia. E’ stato perso ogni guadagno. Nel contempo i proprietari dei poderi vicini sono riusciti a fermare il responsabile dell’incendio che viene arrestato in flagranza. I carabinieri sentono i testimoni e sentono il l’autore del delitto che conferma di essere il colpevole. Viene ricostruita lo svolgimento dell’azione e raccolti tutti gli elementi per definire il quadro dell’accaduto.
Alba e Romeo sono distrutti. Hanno visto dissolversi il loro guadagno di un anno in un batter d’occhio e hanno rischiato che le fiamme divorassero la loro casa. Anche loro riferiscono agli inquirenti la loro versione dei fatti. Si rivolgono all’avvocato Paltippi perché vogliono giustizia. Hanno perso tutto e chiedono oltre che la condanna penale del responsabile anche il risarcimento dei danni subiti. L’avvocato studia i verbali e prende atto della ricostruzione della vicenda fatta dal pubblico ministero e dalle forze dell’ordine.
Circa la colpevolezza non ci sono dubbi. Il responsabile è stato fermato in flagranza e i testimoni confermano la sua responsabilità. Pure lui conferma di avere appiccato il fuoco, anche se in un primo momento dice che gli è caduto un mozzicone di sigaretta e successivamente riferisce di avere appiccato il fuoco in più punti perché era coinvolto nello spaccio di droga ed era inseguito da dei malavitosi. La ricostruzione fatta dal responsabile non sta in piedi.
Si apre l’udienza preliminare; l’Avv. Paltippi si costituisce parte civile ed è certo che vi sarà oltre alla condanna penale quella al risarcimento del danno. Sennonché succede, udite udite, che il responsabile arrestato viene sottoposto a perizia psichiatrica che lo definisce incapace di intendere e di volere.
L’Avv. Paltippi si oppone in modo vigoroso. Ma il Giudice accoglie la tesi della difesa, peraltro avallata molto stranamente anche dal pubblico ministero: pur ritenendolo responsabile dell’azione delittuosa, non lo può considerare colpevole e lo assolve perché affetto da vizio totale di mente e, pertanto, incapace di intendere e di volere.
In altre parole è colpevole … ma non è colpevole!
E’ dura fare l’avvocato e andarlo spiegare ai poveri Alba e Romeo rimasti senza nulla.
Enrico Maria Saviotti



