Accade che l’avvocato si occupi di pratiche che producono anche effetti diversi o ulteriori rispetto a quelli che ne costituiscono la finalità propria o principale.
Ad esempio è successo che una signora di nome Maria Rosa, nonna come tante altre, girando per la città insieme al nipotino, è caduta per terra dopo aver inciampato sul suolo dissestato di una piazza del centro storico.
La caduta ha causato a Maria Rosa una grave frattura alla gamba destra.
Di conseguenza Maria Rosa si è rivolta ad un legale ed ha inviato una richiesta di risarcimento danni all’Ente locale per difetto di manutenzione del suolo.
Fin qui nulla di anomalo e di diverso da un’ordinaria pratica di risarcimento danni conseguente ad un sinistro,come se ne affrontano tante.
Il punto è che l’Ente locale nei suoi accertamenti ha potuto verificare che la proprietà di quella piazza non era certa, ma contestata da tempo antico.
A quel punto l’interrogativo per l’Ente locale è diventato se fosse meglio dichiararsi proprietario della piazza e, conseguentemente, fare fronte alla richiesta di risarcimento danni di Maria Rosa oppure rinunciare una volta per tutte a rivendicare la proprietà della piazza e considerarsi, quindi, esente da ogni pretesa per eventuali sinistri.
Evidentemente l’Ente locale ha scelto di non farsi carico di alcuna responsabilità per il sinistro della signora Maria Rosa, a costo di risolvere a suo danno la controversia sulla proprietà della piazza.
Conseguentemente l’ente locale ha scritto a Maria Rosa di non avere alcuna responsabilità in merito al sinistro a lei occorso e contestualmente ha scritto ad altra istituzione, dichiarando di non aver alcun diritto di proprietà sulla piazza, rinunciando a favore dell’istituzione stessa.
A quel punto Maria Rosa ha notificato la propria richiesta di risarcimento danni a detta altra istituzione che, tramite il proprio legale Avv. Paltippi, ha istruito la pratica e liquidato il danno.
Ne deriva che a seguito di una ordinaria pratica di risarcimento si è prodotto anche un effetto ulteriore e diverso, ovvero la risoluzione di un’annosa controversia sulla titolarità del diritto di proprietà di una piazza.
Certamente un effetto indesiderato e singolare che evidenzia come talvolta le iniziative di tutela degli interessi producano dei veri e propri “effetti collaterali”.
Per completezza di cronaca, dopo qualche anno l’Ente locale, forse dimentica di quanto sopra, ha avanzato nuove pretese circa la proprietà della piazza, ma ovviamente le è stato opposto che oramai aveva rinunciato e perso ogni diritto di proprietà al riguardo.
Enrico Maria Saviotti



