Con il solstizio d’estate le giornate si allungano e arriva finalmente quel prezioso tempo libero che tanto desideriamo per dedicarci ai nostri hobby, a noi stessi e al riposo. I momenti di relax e la magia delle sere estive non affascinano solo noi. Gente comune: da sempre, artisti e poeti di ogni epoca hanno scritto poesie dedicate all’estate per raccontare questa stagione. C’è chi ne ha cantato l’allegria e chi ha preferito esplorarne la profonda malinconia. L’estate non è semplicemente un periodo dell’anno, ma uno stato d’animo. La letteratura mondiale è ricca di componimenti che cercano di catturare la luce accecante del mezzogiorno, il refrigerio improvviso di un temporale o la quiete romantica delle notti stellate.

X Agosto Giovanni Pascoli
Dedicata alla morte del padre, la poesia è costruita su una potente analogia tra il destino di una rondine e quello del padre del poeta. Entrambi vengono uccisi mentre tornano al proprio “nido” portando cibo/doni per i figli. Questa tragedia personale viene proiettata su un piano cosmico: le stelle cadenti della notte di San Lorenzo non sono un fenomeno naturale, ma il “pianto” del cielo di fronte al male inspiegabile che governa la Terra.
X Agosto Pascoli
San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.




